La casa Verzaschese

La cucina (sala 2)

Si tratta di una tipica cucina verzaschese; attiva ancora agli inizi del Novecento, da allora è rimasta tale.
Era usata da una famiglia di Sonogno che, come tutte le altre della Verzasca, si spostava dal piano alla valle in modo ciclico secondo le regole della transumanza. L'arredo e gli utensili rispecchiano il vivere seminomade della sua gente. Senza tavolo né sedie, la famiglia consumava i pasti in momenti diversi della giornata, sedeva sulle panche del camino e cucinava cibo frugale.
Il fuoco e l'ospitalità. Si usava chiamare la cucina ca (casa) perché tutto si svolgeva in questo spazio. Le relazioni sociali famigliari e di vicinato avvenivano in cucina.

La camera da letto (sala 3)

La stanza era arredata con mobili semplici e funzionali prodotti in valle: un letto, una culla o lettino, un comodino o una cassapanca e come decorazione oggetti in riferimento alla pratica devozionale (immagini di santi e Madonne, acquasantiera da muro, crocefisso).
Non c'era riscaldamento. In generale le finestre delle case non avevano vetri, per questo motivo l'aria circolava liberamente e in peridi freddi la temperatura scendeva anche sotto lo zero. Per ripararsi dal freddo venivano messe delle tele o degli assi e il giaciglio veniva riscaldato prima di coricarsi con "el prevat" (scaldiglia) o più semplicemente una pietra riscaldata nel fuoco e posta nelle lenzuola avvolta in panni.